Pubblicato il: 25 Settembre 2026 alle 11:41

Indice dei contenuti
Poche righe su un documento: le aree di interesse dello studente, un percorso indicato, un indirizzo di studi. Per il consiglio di classe, però, il consiglio orientativo rappresenta il punto di arrivo di un lavoro molto più ampio: osservare, raccogliere evidenze, confrontare punti di vista diversi e restituire a studenti e famiglie un’indicazione motivata sul futuro scolastico di ogni alunno.
La sua efficacia non dipende soltanto dal modello da compilare. Dipende soprattutto da come la scuola costruisce il consiglio: su quali osservazioni si basa, quali criteri vengono condivisi tra i docenti, come vengono documentate le evidenze e con quale capacità il consiglio di classe riesce a spiegare le proprie indicazioni a studenti e famiglie. Le sezioni che seguono chiariscono cos’è il consiglio orientativo, cosa prevede il modello nazionale introdotto nel 2024, quando e su quali basi va formulato e quali pratiche possono aiutare docenti e scuole a renderlo uno strumento realmente utile nel percorso di orientamento.

Cos’è il consiglio orientativo
Il consiglio orientativo, chiamato anche consiglio di orientamento, è il parere che il consiglio di classe della terza media formula per ciascun alunno sul percorso di istruzione e formazione più adatto dopo il primo ciclo. È un atto previsto da tempo nell’ordinamento della scuola secondaria di primo grado ed è obbligatorio per la scuola, ma non vincolante per la famiglia: la scelta finale della scuola superiore resta di studenti e genitori.
Proprio perché non vincola, il consiglio orientativo della scuola media richiede alla scuola di svolgere soprattutto una funzione di accompagnamento e argomentazione. Non si tratta semplicemente di indicare un percorso, ma di restituire in forma sintetica ciò che il consiglio di classe ha osservato nel tempo. Quanto più l’indicazione è sostenuta da evidenze concrete, tanto più docenti e scuola possono offrire alla famiglia elementi utili per confermare un orientamento già maturato o riconsiderare una scelta basata su elementi poco solidi.
Il modello nazionale: cosa contiene
Fino all’anno scolastico 2023/2024 ogni scuola utilizzava un proprio modello, con risultati molto disomogenei. Il decreto ministeriale n. 229 del 14 novembre 2024, trasmesso alle scuole con la nota n. 46684 del 20 novembre 2024, ha introdotto un modello nazionale di consiglio di orientamento, adottato dalle scuole secondarie di primo grado a partire dall’anno scolastico 2024/2025. Il provvedimento si inserisce nella riforma del sistema di orientamento prevista dal PNRR, che punta a rafforzare il raccordo tra primo e secondo ciclo e a ridurre la dispersione scolastica.
Il modello chiede al consiglio di classe di partire dalle principali aree di interesse mostrate dallo studente, in ambito curricolare ed extracurricolare, di indicare le eventuali certificazioni conseguite e, sulla base di questi elementi, di individuare il percorso ritenuto più adeguato e il relativo indirizzo di studi.
| Elemento | Cosa indicare | Buona pratica |
|---|---|---|
| Aree di interesse | Gli ambiti in cui lo studente ha mostrato interesse nel percorso scolastico ed extrascolastico | Basarsi su episodi osservati e prodotti realizzati, non su impressioni |
| Certificazioni | Le certificazioni conseguite entro la data di formulazione del consiglio | Verificare in anticipo con studenti e famiglie quelle ottenute fuori dalla scuola |
| Percorso consigliato | La tipologia di percorso ritenuta più adatta: liceale, tecnica, professionale o di istruzione e formazione professionale | Collegare in modo esplicito il percorso alle aree di interesse indicate |
| Indirizzo di studi | L’indirizzo specifico suggerito all’interno del percorso | Evitare indicazioni troppo generiche quando le evidenze permettono di essere precisi |

Una volta formulato, il consiglio viene messo a disposizione delle famiglie all’interno dell’E-Portfolio dello studente sulla piattaforma Unica, lo stesso spazio digitale previsto dalle Linee guida per l’orientamento del 2022 per documentare il percorso orientativo. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome possono adattare il modello secondo le proprie norme. Per le scuole che vogliono capire come supportare digitalmente questo lavoro, è possibile provare e saperne di più.
Quando e da chi viene formulato
Il consiglio orientativo in terza media viene deliberato dal consiglio di classe nelle settimane che precedono l’apertura delle iscrizioni online, così da arrivare alle famiglie in tempo utile per la decisione. È un atto collegiale: anche quando il coordinatore o il docente con funzioni di tutor si occupano di preparare la proposta e di curare il dialogo con le famiglie, il parere è dell’intero consiglio.
Questo aspetto ha una conseguenza organizzativa importante per la scuola. Se il consiglio deve riflettere la visione di tutti i docenti, le osservazioni devono essere raccolte da più discipline e distribuite nel tempo. Un consiglio preparato in una sola riunione, a partire dai voti del primo periodo di terza, rappresenta la fotografia di un momento; un consiglio costruito sulle osservazioni dell’intero triennio rappresenta invece un percorso. Per questo può essere utile definire già in prima media, in sede di programmazione, come e dove documentare ciò che emerge dalle attività di orientamento e dalla didattica ordinaria. Per vedere come rendere più semplice la raccolta e l’organizzazione di queste evidenze, è possibile provare la soluzione e saperne di più.

Su quali criteri basare il consiglio
Il modello nazionale indica gli elementi da considerare, ma non stabilisce come pesarli. È qui che il lavoro del consiglio di classe fa la differenza. Per docenti e coordinatori diventa quindi importante adottare criteri condivisi, capaci di trasformare le osservazioni raccolte nel tempo in indicazioni motivate. Tra gli elementi da considerare rientrano:
- interessi documentati, emersi da attività, progetti, scelte fatte dallo studente quando aveva margini di libertà;
- modi di apprendere osservati, per esempio il rapporto con lo studio teorico, con le attività pratiche, con il lavoro di gruppo;
- competenze trasversali come autonomia, organizzazione, perseveranza, capacità di collaborare;
- andamento scolastico nel triennio, letto come traiettoria e non come media;
- riflessioni dello studente raccolte nelle attività di orientamento e nell’E-Portfolio.
Le competenze trasversali meritano un’attenzione particolare nel lavoro di osservazione dei docenti, perché possono offrire informazioni che il solo rendimento disciplinare non restituisce. Una panoramica delle soft skill più apprezzate dalle aziende può inoltre aiutare il consiglio di classe a trovare un linguaggio condiviso per descriverle. Allo stesso modo, i risultati di un eventuale test di orientamento e soft skills assessment per le superiori possono entrare nella valutazione, ma come un elemento tra gli altri, da confrontare con le osservazioni dirette e mai da trascrivere automaticamente come conclusione.
Anche le attività di orientamento in terza media possono fornire ai docenti evidenze utili: un’autobiografia scolastica, una scheda compilata durante un open day, una riflessione sul proprio capolavoro diventano materiali concreti che il consiglio di classe può integrare con quanto osservato durante la didattica.
Un esempio: motivazione debole e motivazione efficace
La differenza tra un consiglio che viene percepito come generico e uno capace di sostenere concretamente il confronto con la famiglia sta spesso nella motivazione. Si consideri, come esempio illustrativo, lo stesso studente descritto in due modi.
Versione debole:
L’alunno ha conseguito risultati buoni in ambito scientifico. Si consiglia il percorso tecnico.
Versione efficace:
Nel triennio l’alunno mostra un interesse costante per le attività di progettazione e costruzione, emerso nei laboratori di tecnologia e nel progetto di robotica extracurricolare. Lavora con precisione e perseveranza quando il compito ha un’applicazione concreta, mentre fatica a mantenere la motivazione nello studio esclusivamente teorico. Il consiglio di classe indica il percorso dell’istruzione tecnica, settore tecnologico, come il più coerente con questi elementi.
La seconda versione mostra una pratica particolarmente utile per il consiglio di classe: ogni affermazione è ancorata a un’osservazione verificabile. In questo modo il colloquio con la famiglia può concentrarsi sugli elementi osservati e sulle ragioni che hanno portato i docenti a formulare quella specifica indicazione.
Quanto conta davvero nella scelta delle scuole
Dal punto di vista formale, il consiglio orientativo non condiziona il diritto di iscriversi a una scuola diversa da quella indicata. Per docenti e scuole, quindi, il suo valore risiede soprattutto nella qualità delle argomentazioni che accompagnano l’indicazione. Nel percorso di orientamento alle scuole superiori, un consiglio ben motivato può diventare un riferimento concreto per il confronto con studenti e famiglie; uno generico rischia invece di essere percepito come un semplice adempimento. Nei casi in cui troppe opzioni rendano la decisione più difficile, può essere utile approfondire il paradosso della scelta nell’orientamento degli studenti.
Uno dei momenti più delicati per i docenti si presenta quando la scelta della famiglia non coincide con il consiglio formulato dalla scuola. Si pensi a una studentessa per cui il consiglio di classe indica un istituto professionale coerente con i suoi interessi pratici, mentre la famiglia ha già deciso per un liceo. Due errori opposti sono frequenti: insistere fino al conflitto oppure rinunciare a qualsiasi confronto. Per la scuola può essere più utile organizzare un colloquio in cui i docenti illustrano le evidenze raccolte, spiegano le ragioni del consiglio, ascoltano quelle della famiglia e individuano insieme gli aspetti da presidiare nel percorso scelto. Se la famiglia conferma il liceo, per esempio, il consiglio di classe può aiutare la studentessa a comprendere su quali aspetti del nuovo percorso concentrare l’impegno fin dall’inizio.
La scelta delle scuole resta una responsabilità della famiglia. Il compito della scuola è creare le condizioni affinché quella scelta sia il più possibile informata. Aiutare studenti e genitori a leggere le proprie inclinazioni, insieme alle evidenze raccolte nel percorso scolastico, rende più costruttivo il confronto anche quando le posizioni di partenza sono distanti.
Errori frequenti e checklist per il consiglio di classe
Nella pratica alcuni errori possono indebolire il lavoro orientativo del consiglio di classe. Il più diffuso è fondare il consiglio quasi esclusivamente sui voti, rischiando di trasformarlo in una graduatoria implicita in cui il liceo viene associato agli studenti con risultati migliori e gli altri percorsi agli altri. Un’altra criticità è la genericità: indicare solo la tipologia di percorso quando le evidenze permettono di suggerire un indirizzo, oppure indicare un indirizzo specifico senza esplicitare le motivazioni. Anche il consiglio consegnato senza un adeguato momento di restituzione può ridurne l’efficacia, perché la famiglia rischia di riceverlo come un giudizio anziché come un parere da comprendere e discutere. Infine, assecondare automaticamente la preferenza già espressa dalla famiglia per evitare tensioni rischia di svuotare il documento della sua funzione orientativa. Quando il problema è il coinvolgimento dello studente, può essere utile approfondire le tecniche di attivazione per studenti poco motivati all’orientamento.

Prima di deliberare, il consiglio di classe può utilizzare una breve verifica per controllare la qualità e la solidità dell’indicazione formulata. Se l’obiettivo è strutturare questo lavoro in modo più semplice e continuativo, è possibile provare e saperne di più:
- le aree di interesse indicate trovano riscontro in episodi o prodotti concreti;
- il percorso consigliato è collegato in modo esplicito a quelle aree;
- il parere tiene conto delle osservazioni di più docenti, non solo delle materie principali;
- le certificazioni ottenute anche fuori dalla scuola sono state verificate;
- è previsto un momento di restituzione e dialogo con lo studente e la famiglia.
Come alleggerire il lavoro di raccolta delle evidenze
Un consiglio fondato su evidenze richiede evidenze raccolte nel tempo: osservazioni di più docenti, riflessioni degli studenti, esiti delle attività di orientamento, materiali dell’E-Portfolio. Per docenti, coordinatori e consigli di classe, la difficoltà è spesso organizzativa: riuscire a raccogliere e ritrovare queste informazioni in modo ordinato, classe per classe e lungo più anni scolastici.
Gli strumenti digitali possono supportare proprio questo passaggio. Consentono agli studenti di svolgere attività di autoesplorazione e documentarne gli esiti, aiutano i docenti a raccogliere informazioni lungo il triennio e mettono a disposizione del consiglio di classe una base più ricca da cui partire nel momento in cui deve formulare il proprio parere. È la stessa logica di continuità che caratterizza un orientamento capace di accompagnare le scelte nel tempo invece di concentrarle in un solo momento. Jobiri lavora in questa direzione, affiancando le scuole con servizi digitali dedicati all’orientamento scolastico. Per vedere concretamente come può essere applicato questo approccio, è possibile provare Jobiri e saperne di più.
Domande frequenti sul consiglio orientativo
Il consiglio orientativo è obbligatorio per la scuola?
Sì. Il consiglio di classe della terza media lo formula per ogni alunno. Dall’anno scolastico 2024/2025 va redatto secondo il modello nazionale adottato con il DM 229 del 14 novembre 2024.
La famiglia deve seguire il consiglio orientativo formulato dai docenti?
No. Il consiglio non è vincolante e non limita la possibilità di iscriversi a un percorso diverso. Per questo è importante che la scuola accompagni l’indicazione con motivazioni comprensibili e con un momento di confronto, affinché studenti e famiglie possano comprendere gli elementi su cui si basa il parere.
Dove viene reso disponibile il consiglio orientativo?
Viene messo a disposizione delle famiglie nell’E-Portfolio dello studente, sulla piattaforma Unica del Ministero. La scuola può inoltre prevedere un colloquio dedicato, utile per illustrare le motivazioni e le evidenze considerate dal consiglio di classe.
Come gestire le richieste di chiarimento da parte delle famiglie?
Il confronto va incoraggiato e può diventare parte integrante del processo orientativo. Coordinatore e docenti possono utilizzare il colloquio per spiegare su quali osservazioni si basa il parere, mostrare gli elementi raccolti nel tempo e chiarire le ragioni che hanno portato il consiglio di classe a formulare una determinata indicazione.
Il consiglio orientativo può indicare un percorso di formazione professionale regionale?
Sì. Il modello prevede l’indicazione del percorso ritenuto più adeguato, che può essere liceale, tecnico, professionale oppure di istruzione e formazione professionale.
Un parere che vale quanto le evidenze su cui si basa
Per docenti e scuole, il consiglio orientativo rappresenta molto più della compilazione di un modello. La sua credibilità nasce dal lavoro che lo precede: osservazioni raccolte nel tempo, criteri condivisi tra i docenti, motivazioni ancorate ai fatti e dialogo con studenti e famiglie. Quando questi elementi vengono integrati in un processo continuativo, il consiglio può diventare la sintesi autorevole di un percorso di crescita e uno strumento concreto attraverso cui la scuola esercita la propria funzione orientativa.
Costruire questa base di evidenze per ogni studente, anno dopo anno, diventa più semplice quando docenti e consigli di classe dispongono di strumenti capaci di organizzare il percorso. I servizi di Jobiri per l’orientamento nelle scuole offrono un supporto digitale pensato per accompagnare il lavoro della scuola e le attività orientative rivolte agli studenti, fino al momento della scelta.

CEO e co-fondatore di Jobiri, impresa innovativa che utilizza l’AI per facilitare l’inserimento lavorativo. Con oltre 15 anni di esperienza in management e leadership, Claudio è un esperto nella gestione aziendale e nelle tematiche di sviluppo organizzativo. La sua visione strategica e il suo impegno sociale fanno di lui un punto di riferimento nel settore.

