Pubblicato il: 25 Settembre 2026 alle 13:53

Un percorso di orientamento che inizia a ottobre della terza media rischia di concentrare in poche settimane un lavoro che richiede invece tempo, osservazione e continuità. Lo studente deve conoscere meglio i propri interessi, comprendere un’offerta formativa complessa, visitare scuole, confrontarsi con la famiglia e arrivare progressivamente a una decisione.

Per i docenti, questo significa evitare che l’orientamento coincida esclusivamente con il momento della scelta della scuola superiore. Quando il percorso viene distribuito lungo tutto il triennio, la scuola può raccogliere osservazioni, proporre esperienze progressive e accompagnare gli studenti verso una decisione maggiormente motivata.

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L’orientamento per le scuole medie funziona infatti quando viene progettato con obiettivi diversi per ogni anno e con strumenti che si accumulano fino al momento della scelta. Vediamo quindi come costruire una progressione dalla prima alla terza media, quali attività proporre, come organizzare un possibile modulo di trenta ore, quali schede utilizzare e come integrare test, E-Portfolio e coinvolgimento delle famiglie.

Perché l’orientamento nella scuola secondaria di primo grado inizia in prima

Le Linee guida per l’orientamento adottate con il DM 328 del 2022 prevedono, nella scuola secondaria di primo grado, moduli di orientamento formativo di almeno trenta ore per ogni anno scolastico, anche extracurricolari, in tutte le classi.

Per la scuola, partire dalla prima media non significa anticipare il momento della scelta. Significa costruire progressivamente le condizioni che permetteranno allo studente di scegliere.

Il tema dell’early engagement degli studenti fin dal primo anno aiuta a comprendere perché una progettazione anticipata renda il percorso più solido. L’obiettivo dei docenti può essere quello di costruire una vera progressione orientativa, nella quale ogni anno prepara il successivo e produce materiali, osservazioni ed esperienze che rimangono disponibili nel tempo.

Progressione dell’orientamento nel triennio della scuola media

Anno Obiettivo prevalente Domanda guida da proporre allo studente Prodotto da conservare
Prima Conoscenza di sé Come imparo, cosa mi interessa, in cosa riesco? Primo profilo di interessi e diario delle esperienze significative
Seconda Esplorazione del mondo del lavoro e dei percorsi Quali attività e professioni esistono, e cosa richiedono? Mappa delle professioni e prime ipotesi di percorso
Terza Confronto e decisione Quale scuola superiore è coerente con ciò che ho scoperto? Rosa di opzioni motivate, scelta finale e autovalutazione

 

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Distribuire il lavoro nel triennio offre alla scuola anche un altro vantaggio: quando in terza il consiglio di classe formula il consiglio orientativo, può fare riferimento a osservazioni raccolte nel tempo e non soltanto alle impressioni degli ultimi mesi.

Per i docenti significa poter costruire il consiglio orientativo sulla base di attività, riflessioni e materiali prodotti dagli studenti durante tre anni di percorso. Per capire come strutturare questo lavoro con strumenti dedicati alla didattica orientativa, vuoi provare e saperne di più?

Prima media: aiutare gli studenti a costruire il linguaggio di sé

A undici anni molti ragazzi non hanno ancora le parole necessarie per descrivere con precisione i propri interessi, le proprie preferenze e il proprio modo di imparare.

Uno dei primi obiettivi del docente può quindi essere quello di aiutarli a costruire questo linguaggio.

Non è necessariamente necessario creare ore completamente separate dalla didattica ordinaria. Molte attività possono diventare orientative quando il docente invita gli studenti a riflettere non soltanto su ciò che hanno imparato, ma anche su come hanno affrontato un’attività, cosa li ha coinvolti maggiormente e quali difficoltà hanno incontrato.

In questa prospettiva può essere utile approfondire come integrare la career guidance nella vita quotidiana degli studenti.

Le opportunità sono presenti in diverse discipline.

Aiutali a scegliere con consapevolezza

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In italiano, per esempio, il docente può proporre un breve testo autobiografico su una situazione in cui lo studente ha imparato qualcosa autonomamente. L’attività permette di far emergere interessi e strategie di apprendimento.

In scienze, dopo un’esperienza di laboratorio, possono essere sufficienti tre minuti di riflessione scritta su ciò che è piaciuto e su ciò che è risultato difficile per allenare l’auto-osservazione.

In tecnologia o arte, proporre la scelta tra due consegne differenti può aiutare il docente a osservare preferenze che un questionario potrebbe non rilevare.

Se raccolte in un diario di bordo, queste tracce diventano progressivamente materiale orientativo utile sia allo studente sia ai docenti.

Già dalla prima media il docente può inoltre accompagnare lo studente nell’individuazione, all’interno dell’E-Portfolio sulla piattaforma Unica, del proprio capolavoro, cioè il prodotto dell’anno che considera maggiormente rappresentativo dei propri progressi.

Una domanda semplice come “Perché hai scelto proprio questo?” può trasformare la selezione del capolavoro in un’occasione di riflessione orientativa.

Seconda media: accompagnare l’esplorazione di professioni e percorsi

In seconda media l’attenzione può progressivamente spostarsi dalla conoscenza di sé all’esplorazione del mondo esterno.

Molti studenti conoscono un numero limitato di professioni, spesso legate alle esperienze familiari o ai mestieri maggiormente visibili nei media. Per la scuola, ampliare questo orizzonte significa aiutare gli studenti a scoprire possibilità che potrebbero non incontrare spontaneamente nel proprio ambiente.

I docenti possono lavorare su questo obiettivo attraverso attività semplici e integrate nella didattica.

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Una prima possibilità è l’intervista a un lavoratore. A coppie, gli studenti preparano alcune domande, intervistano un adulto sulla sua professione e successivamente restituiscono alla classe che cosa fa, quale percorso ha seguito, quali aspetti apprezza del proprio lavoro e quali trova meno interessanti.

Una seconda attività consiste nella costruzione di una mappa delle professioni del territorio. Il lavoro può essere sviluppato, per esempio, in collaborazione con geografia, partendo dalle attività economiche presenti nella zona.

Una terza possibilità consiste nello studio di una professione attraverso fonti informative affidabili. Analizzare che cosa fa, per esempio, un disegnatore tecnico e quali competenze utilizza permette al docente di creare un collegamento concreto tra le materie scolastiche e le attività professionali.

Per rendere questa esplorazione più efficace anche con ragazzi che faticano a proiettarsi nel futuro, può essere utile approfondire le strategie per coinvolgere studenti disconnessi dal futuro professionale.

Alla fine dell’anno, il docente può proporre un primo esercizio di collegamento tra conoscenza di sé e conoscenza delle professioni.

Per ogni professione esplorata, lo studente può individuare quali interessi presenti nel proprio diario ritrova in quell’attività e quali percorsi di scuola superiore potrebbero condurre in quella direzione.

Questo passaggio crea un ponte naturale verso il lavoro della terza media.

Può inoltre essere utile affrontare in classe il rapporto tra passioni personali, interessi e orientamento vocazionale. È un’occasione per aiutare i ragazzi a comprendere che riconoscere una passione non significa necessariamente trasformarla in una professione.

Attività di orientamento in terza media: come strutturare un modulo di trenta ore

In terza media le attività sviluppate negli anni precedenti possono convergere progressivamente verso il momento della scelta.

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Per il consiglio di classe, il vantaggio di un percorso costruito nel triennio è poter partire da materiali e osservazioni già disponibili, anziché iniziare da zero proprio nell’anno in cui lo studente deve decidere.

Il seguente modulo rappresenta un esempio illustrativo di come distribuire trenta ore di orientamento combinando attività in classe, esperienze esterne e momenti individuali.

Le ore possono naturalmente essere adattate all’organizzazione della scuola e distribuite tra più discipline.

Quando le alternative aumentano, è utile anche considerare come il paradosso della scelta può bloccare gli studenti e rendere più difficile il confronto tra le possibilità disponibili.

Esempio di modulo di orientamento di trenta ore per la terza media

Fase Attività Ore indicative
Riprendere il percorso Rilettura del diario di bordo e dei capolavori degli anni precedenti, sintesi di interessi e punti di forza 4
Rilevare interessi Compilazione di un test di interessi e discussione a coppie dei risultati 3
Conoscere l’offerta Presentazione dei percorsi, lettura guidata dei quadri orari, incontri con ex studenti 8
Verificare sul campo Partecipazione a scuole aperte o laboratori orientativi con scheda di osservazione 6
Confrontare e decidere Matrice di confronto tra due o tre opzioni, discussione in piccoli gruppi 4
Riflettere e documentare Colloqui individuali, autovalutazione nell’E-Portfolio, scelta del capolavoro 5

 

Il valore di questa struttura sta nella continuità tra le diverse fasi.

Ogni attività produce infatti informazioni che possono essere utilizzate in quella successiva. Il profilo iniziale aiuta nella lettura dei quadri orari. Le osservazioni raccolte durante gli open day confluiscono nella matrice di confronto. La matrice può successivamente diventare una base concreta per il colloquio individuale.

Per il consiglio di classe, gli stessi materiali costituiscono elementi utili nella formulazione del consiglio orientativo. Se l’obiettivo della scuola è ridurre il tempo necessario per preparare attività e materiali mantenendo una struttura coerente durante tutto il percorso, vuoi provare e saperne di più?

Schede per l’orientamento alle scuole superiori: quali costruire

Le schede rappresentano uno degli strumenti più pratici a disposizione del docente. Richiedono un investimento iniziale limitato, possono essere riutilizzate negli anni e permettono di lasciare una traccia che studenti, docenti e famiglie possono consultare.

Tra le schede per l’orientamento alle scuole superiori, quattro possono coprire gran parte delle esigenze operative. Per ampliare ulteriormente la cassetta degli attrezzi può essere utile approfondire anche strumenti e tecniche dell’orientatore.

Scheda profilo

Può essere utilizzata per raccogliere interessi, materie nelle quali lo studente si sente maggiormente capace, modalità di apprendimento preferite e attività extrascolastiche.

Il docente può introdurla già in prima media e prevederne un aggiornamento durante gli anni successivi.

Scheda professione

Può guidare l’esplorazione di un mestiere durante la seconda media.

La scheda può invitare gli studenti a raccogliere informazioni sulle attività svolte, sulle competenze richieste, sul percorso di studi necessario e sugli aspetti della professione che considerano più o meno interessanti.

Scheda open day

Può accompagnare lo studente durante la visita a una scuola superiore.

Il docente può predisporre domande specifiche sui laboratori, sul carico di studio, sul supporto previsto durante il primo anno, sui percorsi seguiti dai diplomati e lasciare uno spazio dedicato alle impressioni personali.

In questo modo l’open day non rimane soltanto un’esperienza, ma produce informazioni che possono essere riprese e confrontate successivamente in classe.

Scheda di riflessione finale

Può essere utilizzata per chiedere allo studente di motivare la propria scelta, indicare le alternative considerate e spiegare perché alcune siano state scartate, prevedendo anche un possibile piano B.

Una buona scheda dovrebbe contenere poche domande, aperte e concrete.

Domande molto generiche come “Cosa ti piace fare?” rischiano di produrre risposte altrettanto generiche. Domande legate a esperienze specifiche, come “In quale attività di questo mese hai perso la cognizione del tempo?”, possono invece fornire al docente informazioni più facilmente utilizzabili. Per vedere come creare più rapidamente materiali operativi collegati agli obiettivi orientativi, vuoi provare e saperne di più?

Test, E-Portfolio e piattaforma Unica: come utilizzarli nel percorso

Accanto alle schede, test, E-Portfolio e risorse informative possono completare gli strumenti a disposizione della scuola.

Test di orientamento

Un test per le scuole superiori può essere utilizzato soprattutto in terza media, all’inizio del percorso decisionale, come occasione di riflessione.

Per il docente è importante considerarlo come uno degli elementi del percorso, non come uno strumento che determina automaticamente quale scuola debba scegliere lo studente.

Come ogni test di orientamento per le superiori, deve essere scelto con attenzione, discusso in classe e confrontato con le osservazioni maturate dai docenti.

Un ulteriore approfondimento riguarda i test di personalità e soft skills assessment potenziati dall’IA e i criteri con cui interpretarli.

E-Portfolio

Il secondo strumento è l’E-Portfolio sulla piattaforma Unica, accessibile agli studenti già dalla scuola secondaria di primo grado.

Oltre alla sezione dedicata al capolavoro, comprende una sezione di autovalutazione che gli studenti possono utilizzare a partire dal terzo anno della scuola media per riflettere sulle competenze maturate.

È anche lo spazio in cui la famiglia trova il consiglio di orientamento.

Per i docenti, l’E-Portfolio può quindi diventare parte di un processo più ampio di documentazione e riflessione, collegato alle attività orientative sviluppate durante l’anno.

Risorse informative di Unica

Il terzo elemento è costituito dalle risorse informative disponibili su Unica, attraverso le quali famiglie e studenti possono approfondire l’offerta formativa e utilizzare il servizio Scuola in Chiaro per cercare e confrontare le scuole del territorio.

Anche in questo caso il docente può avere un ruolo attivo.

Utilizzare questi strumenti direttamente in classe, attraverso una consegna precisa, permette infatti di insegnare agli studenti come cercare informazioni attraverso fonti ufficiali e come confrontarle, evitando che la scelta dipenda esclusivamente dal passaparola.

Coinvolgere le famiglie senza delegare la scelta

Nell’orientamento alle scuole superiori le famiglie hanno un ruolo decisivo. Per la scuola, la sfida consiste nel coinvolgerle senza lasciare che l’intero processo venga delegato alla famiglia o, al contrario, che quest’ultima rimanga esclusa fino alle settimane precedenti all’iscrizione.

Un possibile approccio consiste nel coinvolgere i genitori già durante la seconda media, attraverso un incontro nel quale la scuola presenta il percorso di orientamento, ne chiarisce gli obiettivi e mostra quali materiali gli studenti produrranno nel corso del triennio.

In questo modo anche la famiglia comprende che l’orientamento non coincide con la semplice scelta finale della scuola superiore, ma è un percorso costruito nel tempo.

In terza media, il docente può inoltre proporre un’attività di intervista in famiglia.

Lo studente può chiedere ai genitori come abbiano scelto la propria scuola superiore, quali aspetti di quella decisione confermerebbero oggi e quali cambierebbero con il senno di poi.

Il confronto tra generazioni può aiutare a far emergere aspettative implicite, favorire il dialogo e mostrare ai ragazzi che anche gli adulti hanno dovuto prendere decisioni sulla base delle informazioni disponibili in quel momento.

Il passaggio alle superiori: costruire continuità anche dopo la scelta

Per la scuola secondaria di primo grado, l’orientamento non deve necessariamente concludersi con l’iscrizione alla scuola superiore.

I mesi che separano la scelta dall’inizio del nuovo percorso, così come i primi mesi nella nuova scuola, possono offrire informazioni preziose anche per migliorare le attività orientative rivolte alle classi successive.

Una pratica utile può essere raccogliere, anche informalmente, i riscontri degli ex studenti sul primo anno delle superiori.

La scuola può inoltre confrontarsi con gli istituti del territorio sugli esiti dei ragazzi e utilizzare queste informazioni per perfezionare progressivamente il proprio percorso di orientamento.

Una scuola media che conosce come prosegue il percorso dei propri ex studenti dispone infatti di informazioni aggiuntive per accompagnare quelli che dovranno scegliere negli anni successivi.

Gestire attività, osservazioni e materiali classe per classe e anno per anno richiede però un’organizzazione solida.

Gli strumenti digitali, compresi quelli basati sull’intelligenza artificiale, possono supportare i docenti nella proposta di attività di autoesplorazione, nella conservazione dei materiali prodotti dagli studenti lungo il triennio e nella preparazione delle attività, lasciando al docente il compito centrale dell’osservazione, del confronto e del dialogo educativo.

Jobiri affianca le scuole in questa direzione, con servizi digitali dedicati all’orientamento scolastico. Per vedere in pratica come può essere supportata la progettazione orientativa, vuoi provare e saperne di più?

Domande frequenti sull’orientamento nella scuola media

Quante ore di orientamento sono previste alle scuole medie?

Le Linee guida prevedono moduli di almeno trenta ore per ogni anno scolastico in tutte le classi della scuola secondaria di primo grado. Le ore possono essere anche extracurricolari e distribuite tra più discipline.

Chi progetta le attività di orientamento?

La progettazione dei percorsi spetta al collegio dei docenti, che li integra nel curricolo d’istituto. I consigli di classe li declinano poi in base alle caratteristiche delle proprie classi.

Questo rende particolarmente importante costruire una progettazione condivisa, nella quale le attività non siano iniziative isolate dei singoli docenti ma parti di un percorso riconoscibile durante il triennio.

Da che età ha senso proporre un test di orientamento?

Il momento più utile è la terza media, all’inizio del percorso decisionale.

In prima e in seconda media possono risultare più efficaci attività di auto-osservazione ed esplorazione, che preparano progressivamente gli studenti a comprendere e contestualizzare anche i risultati di un test.

Gli studenti di prima media usano già l’E-Portfolio?

Sì. L’E-Portfolio è accessibile dalla scuola secondaria di primo grado e prevede la scelta di almeno un capolavoro per ogni anno.

La sezione di autovalutazione è invece destinata agli studenti a partire dalla terza.

Come coinvolgere le famiglie che non partecipano agli incontri?

I docenti possono utilizzare materiali brevi e concreti, come le schede compilate dagli studenti, e proporre attività capaci di portare il dialogo direttamente a casa.

Un esempio è l’intervista ai genitori sulla loro esperienza di scelta della scuola superiore. In questo modo il coinvolgimento della famiglia non dipende esclusivamente dalla partecipazione agli incontri organizzati dall’istituto.

Tre anni per accompagnare una scelta consapevole

Un buon orientamento nella scuola secondaria di primo grado non deve necessariamente trasformarsi in un ulteriore peso per la programmazione dei docenti. Può, al contrario, diventare una direzione attraverso cui rileggere e valorizzare attività già presenti nella didattica.

Distribuire il percorso durante il triennio permette alla scuola di trasformare la scelta della scuola superiore da un evento concentrato in poche settimane nell’esito di un processo progressivo.

In prima media i docenti possono aiutare gli studenti a conoscersi e a sviluppare capacità di auto-osservazione. In seconda possono ampliare la loro conoscenza delle professioni e dei percorsi. In terza possono accompagnarli nel confronto tra alternative e nella costruzione di una scelta motivata.

Nel frattempo, diario di bordo, schede, attività, capolavori, test, E-Portfolio e osservazioni dei docenti costruiscono una traccia del percorso.

Il risultato è un orientamento che non si limita a chiedere allo studente “Quale scuola vuoi scegliere?”, ma permette alla scuola di accompagnarlo gradualmente verso quella domanda, fornendogli strumenti per affrontarla.

Per le scuole che vogliono strutturare questo percorso in modo più semplice, conservando nel tempo i materiali prodotti dagli studenti e supportando i docenti nella progettazione delle attività, le soluzioni di Jobiri per l’orientamento scolastico offrono un supporto digitale dalla prima media fino alla scelta della scuola superiore e oltre.

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